un essere vivente ucciso, maltrattato, ignorato |
Non la superficie, bensì lo spazio di terreno compenetrato dalle radici, è il nostro fondo. Franz Sekera, 1939
A chiunque sarà capitato di passeggiare in un bosco, per esempio in una delle nostre splendide faggete e scansando le foglie dalla superficie del suolo di aver trovato un terreno nero e da un profumo intenso e soave che ricorda i funghi. Ecco quel terreno ricco di vita e che ogni massaia vorrebbe avere come terriccio per le proprie piante di casa è l'HUMUS. Purtroppo a seguito dell'avvento dell'agricoltura chimica solo pochissimi scienziati si sono occupati dello studio della biologia del terreno e tra questi è doveroso ricordare Raoul Heinrich Francé, Fritz Pauli, Jean Louis Allard, Whilhelm Treiber, S. Samtsewitsch solo per citarne alcuni, spesso ignorati dal mondo scientifico. L'HUMUS è la vera fertilità del suolo che oggi invece erroneamente
si fa coincidere nell'agronomia ufficiale con la natura geologica del
suolo che è tutt'altra cosa. E' una prova molto semplice e nelle altre pagine di
questo sito avete potuto osservarne diversi esempi. L'analisi chimica
del terreno non dà invece alcuna informazione utile sulla VITA
del suolo essendo un'analisi distruttiva. |
Con l'avvento dell'agricoltura chimica nel 1930 si è di fatto affermato il concetto che conoscendo le quantità di azoto, fosforo e potassio, teoria del Liebig, e sapendo le esigenze nutrizionali della pianta era sufficiente apportare artificialmente i concimi (chimici) e pertanto nell'azienda non c'era più bisogno di fare la rotazione colturale ma la stessa può specializzarsi in un unico indirizzo produttivo (orticolo, frutticolo, foraggero, zootecnico, avicolo, ecc.) rompendo lo schema dell'azienda a ciclo chiuso che aveva caratterizzato tutte le aziende agricole site nei 5 continenti da oltre 6000 anni. Si ritenevano antiquate tutte le regole che gli agricoltori applicavano ed ora con i concimi chimici l'azienda era liberata dalla schiavitù delle rotazioni agronomiche. La situazione si è poi aggravata ulteriormente dopo la seconda guerra mondiale con il diffondersi dell'uso di diserbanti e antiparassitari. Questi ultimi hanno il compito di dover uccidere solo le piante o gli insetti dannosi ma il risultato di tutto ciò è stata l'UCCISIONE della VITA del terreno che garantiva all'agricoltore l'autosufficienza non potendo questi prodotti chimici distinguere tra ciò che è buono e ciò che è dannoso. Di fatto oggi l'agricoltore è diventato il pollo da spennare dato che spende molti soldi nell'acquisto di sementi, concimi, antiparassitari, diserbanti. |
I terreni oggi sono ridotti ad una landa desolata soggetti ad una forte erosione (altro che taglio dei boschi) di cui tanti fanno finta di non vedere anche se tale ameno spettacolo è sotto gli occhi di tutti. In questi ultimi 60 anni è stata distrutta la millenaria sapienza agricola, ed oggi purtroppo sono pochissime le persone che si rendono conto di tale problema e della sua gravità. Pensate che l'HUMUS non viene più insegnato negli Istituti Agrari né tanto meno nel corso di Laurea in Scienze agrarie. Viene invece studiato
molto nel corso di Laurea in Scienze Forestali ma non nell'ottica agronomica.
Per Pauli "il terreno frammisto di radici è un ecosistema turgido di vita, un mondo meraviglioso strettamente collegato con la parte biochimica, biofisica e geobiologica, in breve: lo strumento più complesso in assoluto del nostro pianeta. Pianta e terreno sono una unità funzionale". |
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| Pochi forse si rendono conto che nel terreno la VITA esiste solo fino a dove arrivano le radici delle piante ed in un terreno dotato di un'ottima struttura umica e colloidale possono arrivare fino ad una profondità di 40 - 50 cm, è questo lo strato interessato dalla vita delle piante e se lo rapportiamo alla spessore della crosta terrestre possiamo renderci conto che noi coltiviamo solo una piccola sottile invisibile porzione di tutto lo spessore, infinitamente piccolo se lo rapportiamo alla profondità del nostro pianeta Terra. | |
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L'insieme di tutti gli organismi
del terreno viene definito Edafon come lo ha battezzato Francé,
ed è il risultato dell'evoluzione che si è prodotta nel
corso degli anni ove tutti gli organismi collaborano tra di loro e fornisce
al suo vicino, nella rete alimentare, il cibo quasi tagliato a bocconcini
sotto forma di prodotti del metabolismo, di avanzi di prede o di sé
stesso. In questa meravigliosa collaborazione abbiamo alcuni organismi che decompongono la cellulosa, riforniscono i batteri che fissano l'azoto e con cui convivono, di zuccheri e di altri frammenti di cellulosa. Come contropartita per questo carburante biologico, senza cui però i batteri non potrebbero fissare l'azoto, i decompositori di cellulosa ricevono una serie di composti azotati, di cui hanno bisogno per la loro sopravvivenza e per il loro lavoro. All'interno di questa complessa organizzazione troviamo pure le cosiddette "zooglee - mucillaggini vive", in cui le comunità di vita vengono protette molto bene dalla siccità e dai predatori. |
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Alcune
immagini dell'azienda F.lli Ferrera. Quando ci siamo conosciuti
facevano agricoltura chimica e tra le altre cose usavano il
bromuro di metile. Oggi a distanza di 5 anni dall'applicazione
del metodo biodinamico il suolo è "lievitato"
di ben 25 cm. Al primo anno, come è stato effettuato
il trapianto dei pomodori, erano molto preoccupati, dato che
le piante dopo oltre 20 giorni non accennavano a svilupparsi
mentre quelle del vicino, che faceva agricoltura chimica ed
aveva la stessa varietà, erano gia alte circa 80 cm.
Successivamente le piante sono partite e non si sono fermate più. Giustamente, hanno dovuto prima sviluppare la "testa" ciòè le radici e poi il resto. Quando il suolo è morto avviene l'esatto opposto. Qualità, produttività, conservabilità, serbevolezza sono tutti elementi che ormai potete immaginare da soli. |
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Questo meraviglioso mondo sotterraneo
vive in stretta simbiosi con le radici delle piante dando origine ad
un altro tipo di organizzazione che sono le "micorizzie" che
sono una stretta simbiosi tra funghi e radici delle piante e che si
ritrova in circa l'80% delle piante superirori. I funghi avvolgono completamente le radici o penetrano in esse e servono come strumento intermedio nell'assorbimento dell'acqua e degli elementi nutritivi da parte delle piante, intervengono spesso direttamente nel metabolismo delle piante e tengono lontani funghi dannosi. Bene in un terreno ricco di VITA e quindi di HUMUS, le radici delle piante hanno uno sviluppo talmente sorprendente da lasciare stupiti. Pensate che solo meno dell'1% della letteratura botanica si occupa dello studio delle radici delle piante. |
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Negli ultimi 50 anni gli agricoltori sono stati abituati a guardare alla natura solo in termini di produttività. Cosi per esempio se ho una pianta di pere tutti i miei sforzi saranno concentrati sulla parte aerea perché ovviamente più pere raccolgo, più quintali porto a casa (e teoricamente anche più soldi ma raramente è così). E' ovvio che l'agricoltura chimica ci ha insegnato a fare trattamenti a calendario per proteggerci dalle avversità di parassiti e funghi, a dare concimi chimici per sostenere la produzione, tutte azioni che uccidono la vita nel suolo e di fatto atrofizzano le radici delle piante. Rudolf Steiner ha paragonato le radici delle piante alla testa dell'uomo. Sono le radici la parte più importante della pianta e se voglio avere determinati risultati i miei sforzi dovranno essere concentrati sul terreno mentre oggi si fa l'esatto opposto. Riportiamo un brano dell'articolo pubblicato su Terra Biodinamica n¡22 del 1986 a cura del Dott. Gerd Schuster, in cui cita una ricerca svolta dal Dott. Pauli: una normale pianta di segale invernale possiede un complesso radicale lungo più di 600 chilometri che muore continuamente e continuamente viene rinnovato. Ogni millimetro quadrato della zona di estensione delle radici è popolato di peli radicali che arrivano fino al numero di 400. Questo significa un "pelo" di circa 1200 miliardi di singoli pelini. Se si somma l'estensione delle micro e macro radici si arriva ad una lunghezza totale delle radici di circa 10.000 chilometri e con una crescita giornaliera di circa 80 chilometri. E con ciò non è ancora finita: la superficie delle radici infatti diventa talmente grossa per la infinità delle propaggini microscopicamente sottili della zona di estensione, che gli scienziati valutano la superficie delle radici, in un ettaro di segale, fino a 750 ettari. E' pure poco noto che le radici, frugano attivamente il terreno alla ricerca di sostanze nutritive e non aspettano assolutamente in modo passivo l'arivo dell'innaffiatura fertilizzante. Ma attenzione, tutto questo è valido solo in un terreno ricco di HUMUS, in un terreno morto la stessa pianta, non svilupperà questo poderoso apparato radicale ma è molto striminzito e si ferma a 0,5-1 cm di profondità nel terreno (osserva bene le immagini site nelle altre pagine). |
Negli
ultimi 50 anni, come abbiamo sottolineato più volte, la fertilità
del terreno di fatto viene fatta coincidere con la natura geologica
del suolo. Quindi normalmente si dice io ho un suolo sabbioso, un suolo
argilloso, un suolo limoso, il mio che è sabbioso è meglio
per fare le carote il tuo che è medio impasto per fare le insalate
e così via. Ragionando così si prende un abbaglio poiché
ovviamente non si ragiona sulla vera fertilità che è l'HUMUS.
Così, in un terreno vivo possiamo avere ad esempio in un metro quadrato (da Terra biodinamica n¡20 del 1985):
Ora capirete perché all'inizio dicevo che i lombrichi sono gli ultimi in ordine di importanza nell'Edafon. In pratica in un grammo di terreno vivo contiene circa 10 milioni di batteri che nelle vicinanze delle radici aumentano persino a 100-200 miliardi. Potrete ora anche iniziare a capire perché una pianta che cresce in un suolo così ricco di vita da frutti e foglie di altissima qualità - conservabilità - serbevolezza. Potete iniziare a capire perché un agricoltore che inizia a fare agricoltura biodinamica non torna più indietro, perché è l'unica agricoltura che è in grado di risolvere i problemi agronomici in agricoltura. |
E' verissimo , ma quello che bisogna tener ben presente, è che nelle aziende biodinamiche si verifica un qualcosa che non si verifica assolutamente nelle altre aziende. Coltivando il terreno l'HUMUS aumenta!!!!!!!!!! Tale risultato in tutte le altre forme di agricoltura chimica e biologica, non viene raggiunto, anche a fronte di intensi apporti di concimazioni. E' vero il processo dell'HUMUS esiste ed è sempre esistito in natura, ma è un processo estremamente lento che per aumentare di un 1% di sostanza organica il suolo ( nei suoi primi 30-40 cm) occorrono decine di secoli, riferendoci ovviamente a sistemi naturali di foreste. Nelle aziende biodinamiche tale risalita è invece stupefacente ed avvienee nel giro di 4-6 anni l'azienda è irriconoscibile, dato che il suolo riprende vita. Infatti, uno dei modi per verificare che questo processo di ricrescita dell'humus si svolga correttamente, è che si vede anno dopo anno il suolo diventare sempre più scuro. Ciò è
dovuto appunto alla ricrescita delle microflora e della microfauna del
terreno.
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E'
dovuto alla corretta applicazione di tutte le azioni di una
buona pratica agronomica e al saggio e corretto uso dei preparati
biodinamici. E' veramente stupefacente poter osservare come queste dosi omeopatiche dei preparati biodinamici riescano ad incutere un'accellerazione della ricrescita dell'HUMUS che non ha eguali. |
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I
preparati biodinamici e la loro distribuzione sulle colture
è un'operazione estremamente importante per un agricoltore
biodinamico.
L'acqua che viene utilizzata deve essere pura preferibilmente di sorgente e priva di cloro. Viene scaldata a 30 ¡C e quindi versata nella macchina per dinamizzare dove poi viene aggiunto il 500 o il 501 a seconda delle esigenze. La dinamizzazione dura un'ora. Ovviamente vi sono macchine per dinamizzare di diverse dimensioni a seconda delle dimensioni dell'azienda ma comunque sono standard. Sono disponibili da 30 - 60 - 120 -240 litri. Oltre queste dimensioni non si può andare e le grandi aziende hanno pertanto anche 6-8 macchine per dinamizzare da 240 litri. Gli atomizzatori vengono realizzati secondo le caratteristiche colturali delle aziende ma sono in ogni caso proporzionali ai dinamizzatori. Il tutto deve essere comunque semplice e pratico. Sia i dinamizzatori che gli atomizzatori sono realizzati in puro rame alimentare (98%) e sono dedicati esclusivamente all'uso dei preparati biodinamici. |
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Un
esempio di attrezzatura per dinamizzare i preparati biodinamici
in una grande azienda. A destra si vede la macchina per dinamizzare da 240 litri e
a sinistra il boiler per scaldare l'acuqa. |